Le origini e la passione: L'attività nasce dalla profonda curiosità di Francesco Grossi, ex insegnante di matematica e fisica. Affascinato da come le api applichino naturalmente concetti geometrici e matematici per massimizzare lo spazio e ottimizzare il prodotto all'interno dell'alveare, ha deciso di acquistare le sue prime arnie. La passione è stata poi tramandata "per osmosi" al figlio Vincenzo, che ha scelto di affiancarlo dopo il diploma.
Il mondo delle api e la cura del prodotto: Durante l'intervista viene evidenziato l'affascinante e delicato microcosmo dell'alveare, dove ogni ape ha un ruolo preciso. Nel periodo di massima attività (quello estivo) le api vivono circa 30-40 giorni a causa dell'enorme dispendio energetico necessario a produrre il miele (per un solo chilo servono milioni di fiori). Il miele non richiede trattamenti chimici particolari, ma esige una cura estrema nella conservazione, poiché è un alimento igroscopico (assorbe molta umidità) e sensibile alla luce solare.
La varietà dei mieli prodotti: L'azienda propone diverse tipologie di miele a seconda delle fioriture e della stagionalità:
Miele di Acacia: Un monofloreale limpido, chiaro e molto delicato. Resta liquido a lungo grazie all'alta concentrazione naturale di fruttosio che ne impedisce la cristallizzazione. Rappresenta circa il 50-60% della produzione locale, sebbene sia fortemente influenzato dalle condizioni climatiche.
Miele Millefiori: Ne esistono due varianti principali. Quello primaverile e quello estivo (raccolto tra giugno e luglio), che si presenta più scuro per la presenza di melata e tiglio. Francesco consiglia in particolare il millefiori estivo per le note aromatiche derivanti dai boschi di rovi (more) della zona.
Miele di Castagno: Un altro monofloreale dal colore scuro e dal sapore decisamente più forte, amaro e deciso, ideale da abbinare ai formaggi.
Filosofia aziendale e clientela: L'azienda si rivolge a una nicchia ristretta basata sulla vendita al dettaglio. La clientela è storica e consolidata — passata fidelizzandola di generazione in generazione tra amici, conoscenti e colleghi — ma si sta allargando anche ai giovani, complice una crescente sensibilità verso il consumo di miele come sostituto sano dello zucchero raffinato.
