Le origini e la passione: Matteo Figna si avvicina al mondo della cucina fin da piccolissimo, emulando la mamma e la nonna. Dopo aver frequentato l'istituto alberghiero, compie il percorso classico nella ristorazione tradizionale lavorando per diversi ristoranti. Successivamente, decide di fondare Fine Dining Project per evolversi come personal chef, una figura che gli permette di esprimere maggiore creatività, acquisire nuove conoscenze e sviluppare una crescita professionale autonoma.
La filosofia di cucina e il ruolo dello chef: Figna si definisce "cuoco nell'anima", sottolineando che la differenza principale tra un cuoco e uno chef risiede esclusivamente nelle capacità organizzative e gestionali. La sua cucina si basa sulla sacralità e sul rispetto della materia prima, rigorosamente stagionale e a chilometro zero. Per i suoi piatti seleziona personalmente gli ingredienti migliori dai produttori locali della zona dei Castelli Romani, evitando prodotti che subiscono lunghi trasporti.
I servizi e i menù: L'azienda si rivolge a un target di fascia medio-alta, offrendo servizi sia di personal chef sia di catering a domicilio per privati e aziende (cene romantiche, feste aziendali, anniversari). Tra le proposte spicca il menù degustazione "Afrodite", studiato appositamente per le coppie e basato su ingredienti considerati afrodisiaci. Per il catering predilige invece un format basato sui finger food, concordando poi con il cliente l'eventuale inserimento di primi e secondi piatti.
L'esperienza sensoriale e la cura del cliente: Molto esigente con se stesso, lo chef non ama parlare di un singolo "piatto forte", poiché cura ogni preparazione nel dettaglio. Per Figna, il piatto ideale deve stimolare tutti i sensi in un percorso preciso: deve conquistare prima gli occhi (come un quadro perfetto), poi l'olfatto e infine il gusto. La chiave del suo successo risiede nell'ascolto del cliente, guidandolo nella co-creazione del menù ideale per l'evento, che si svolge principalmente all'interno di splendide location private.
